La Rsu è responsabilità, è dare voce a chi lavora.

L’unica via per uscire dalla crisi è puntare sulla cultura e sul lavoro. Questo è il punto di vista della Flc-Cgil e queste sono le due questioni sulle quali gli interventi “riformatori” degli ultimi governi si sono concentrati con i risultati che vogliamo ricordare: meno del 6,5% del fondo destinato agli Atenei, progressioni di carriera e salari bloccati fino al 2015, meno del 95% dei fondi per il diritto allo studio, abbassamento del turn over, riduzione del fondo accessorio.
L’introduzione della legge 240 (“Riforma Gelmini”) ha portato radicali cambiamenti nelle università, tutti calati dall’alto: un aumentato potere del Rettore e dei Direttori e una parallela contrazione degli spazi democratici d’intervento. La stessa riscrittura degli statuti è stata un’operazione verticistica che ha escluso il personale T.A. dai processi decisionali.
E’ questa la realtà che oggi dobbiamo affrontare, realtà che incide fortemente sulle nostre condizioni di vita e di lavoro, sul nostro futuro reso incerto dalle politiche sanitarie in atto e dall’aumento dell’età pensionabile e sul potere d’acquisto dei nostri salari schiacciati dagli aumenti di servizi e trasporti. In tale situazione siamo chiamati a rinnovare le RSU, cioè a scegliere chi ci dovrà rappresentare al tavolo della contrattazione, chi potrà far valere i nostri diritti, chi si impegnerà per ottenere la trasparenza degli atti formali, chi si adopererà per ottenere il massimo possibile dal fondo accessorio, chi dovrà far rispettare le norme contrattuali vigenti.
Non dobbiamo, ma soprattutto non possiamo rinunciare a tale prerogativa per non trovarci domani ancora più soli e isolati senza di fatto strumenti per poterci difendere.
Al momento della scelta dei delegati in RSU, la Flc-Cgil si è adoperata per offrire una lista di persone conosciute che, oltre a rappresentare i vari settori lavorativi, sappiano garantire al personale e al tavolo della contrattazione, impegno, disponibilità, capacità, esperienza e un giusto senso della realtà: tutti elementi che concorrono al raggiungimento degli obiettivi della contrattazione collettiva, cioè la definizione di accordi che portino il massimo vantaggio economico e professionale per il personale.
Votare Flc-Cgil significa rafforzare un sindacato che in questi anni si è opposto con più forza alle manovre del governo Berlusconi dirette contro i dipendenti pubblici e contro la scuola e l’università.
Votare i candidati della Flc-Cgil vuol dire mantenere nel nostro Ateneo la garanzia di una voce motivata e determinata nella difesa dei nostri diritti e nello sviluppo dei nostri interessi.

Per avere qualcuno al tuo fianco, il 5, 6 e 7 marzo Vota FLC-CGIL!




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